Servizio · DSA adulti · Milano e Inzago
Valutazione DSA per adulti
Molti adulti scoprono di avere un disturbo dell’apprendimento tardi, spesso mentre accompagnano un figlio a una valutazione. Se leggere ti è sempre costato il doppio, se i numeri ti si mescolano, se hai passato la scuola pensando di non impegnarti abbastanza, una valutazione può rimettere in ordine trent’anni di spiegazioni sbagliate.
Quando ha senso una valutazione da adulti
Le cose che mi sento raccontare più spesso
Un DSA non passa con l’età: cambia forma. Da adulti si impara a compensare, a evitare le situazioni scomode, a lavorare il doppio per arrivare allo stesso risultato degli altri. La fatica resta, ma diventa invisibile, anche a chi la sta facendo.
Leggere costa fatica
Eviti di leggere ad alta voce, rileggi lo stesso paragrafo più volte, alla fine di una pagina non ricordi cosa hai letto.
Scrivere ti mette in imbarazzo
Errori che ti porti dietro da sempre, il correttore automatico come salvagente, mail riscritte cinque volte prima di inviarle.
I numeri non stanno fermi
Calcoli a mente impossibili, cifre invertite, difficoltà con date, scadenze, importi, orari.
L’università si è fatta in salita
Esami preparati bene e andati male, tempi che non bastano mai, l’impressione di studiare molto più dei compagni.
È arrivata la diagnosi di tuo figlio
Leggendo la sua relazione ti sei riconosciuta riga per riga. Succede spesso: nei DSA la familiarità è documentata.
Vuoi solo una risposta
Non ti serve nulla per la scuola o per il lavoro: ti serve smettere di pensare che sia colpa tua. È un motivo più che sufficiente.
Come si svolge
Il percorso, passo per passo
Gli incontri si svolgono in studio, a Milano o a Inzago, in presenza: le prove vanno somministrate di persona, e il modo in cui affronti un compito dice quanto il punteggio. Il primo colloquio e la restituzione possono svolgersi anche online.
Questo percorso è per chi ha compiuto 18 anni. Sotto i 18 il riferimento è la valutazione DSA per bambini e ragazzi.
Prima chiamata gratuita
Quindici minuti al telefono o in videochiamata per capire cosa cerchi e se la valutazione è la strada giusta.
Colloquio sulla tua storia
Ripercorriamo insieme scuola, studio e lavoro. Le pagelle vecchie, se le hai ancora, sono materiale prezioso: portale.
Prove di lettura, scrittura e calcolo
Prove standardizzate per adulti, più una valutazione del funzionamento cognitivo generale. In genere due o tre incontri.
Relazione scritta
Il profilo di funzionamento con punti di forza e di fatica, e indicazioni concrete su strumenti e strategie.
Colloquio di restituzione
Ti spiego cosa è emerso senza gergo, e ragioniamo su cosa farne, allo studio, al lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Indicazioni per i passi successivi
Se ti serve un documento con valore formale, ti spiego a chi rivolgerti e come funziona il percorso.
Cosa cambia da adulti
Dislessia negli adulti: perché vale la pena saperlo adesso
La domanda che mi fanno tutti è la stessa: a cosa serve saperlo adesso che la scuola è finita da vent’anni. Serve a due cose molto concrete. La prima è smettere di leggere la propria storia come una storia di pigrizia: la maggior parte degli adulti che valuto ha passato la scuola convinta di valere meno, e vedere il proprio funzionamento scritto nero su bianco cambia il modo in cui si guardano indietro.
La seconda è che i DSA si compensano anche da grandi. Sapere dove sta esattamente la difficoltà permette di scegliere strumenti e strategie che funzionano davvero, invece di continuare a lavorare il doppio con il metodo sbagliato.
Il percorso è separato da quello per bambini e ragazzi per una ragione molto concreta: le prove si leggono per confronto con un gruppo di riferimento della stessa età, quindi per un adulto servono prove con riferimenti normativi propri. Non è una versione semplificata dello stesso percorso, è un percorso con strumenti suoi.
All’università
La Legge 170/2010 non riguarda solo la scuola: garantisce misure dedicate agli studenti con DSA anche negli studi universitari (art. 5). Quasi tutti gli atenei hanno un servizio dedicato agli studenti con disabilità e DSA, e in ogni ateneo c’è un docente delegato dal rettore: è lì che si presenta la documentazione per chiedere strumenti compensativi e misure dispensative durante gli esami.
Al lavoro
Fuori dal percorso di studi la cornice normativa è più sottile: la Legge 170/2010 non disciplina il rapporto di lavoro privato. Nei concorsi pubblici, invece, una tutela esiste per legge: chi ha un DSA può chiedere di sostituire le prove scritte con un colloquio orale, di usare strumenti compensativi e di avere tempi più lunghi. Attenzione a un punto pratico: per ottenere queste misure la normativa chiede una dichiarazione della commissione medico-legale dell’ASL o di una struttura pubblica equivalente, non una relazione privata. Se il concorso è il tuo obiettivo te lo dico dalla prima chiamata, così sai fin da subito quale percorso ti serve.
E se non mi serve nessun documento
Va benissimo. Molte persone arrivano solo per capire, e la relazione resta una cosa loro. È una motivazione che rispetto e che, nella mia esperienza, porta spesso i cambiamenti più grandi.
Una premessa importante
Quello che faccio io è la valutazione neuropsicologica: prove standardizzate, colloquio, e una relazione clinica che descrive nel dettaglio come funzionano lettura, scrittura e calcolo. La certificazione valida per ottenere le misure previste dalla Legge 170/2010, all’università come negli altri contesti in cui è richiesta, viene rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale o da un soggetto accreditato o autorizzato dalla Regione. Se è quello che ti serve te lo dico subito, nella prima chiamata, e ti accompagno nel percorso invece di farti scoprire dopo che mancava un pezzo.
Ti sei riconosciuta leggendo questa pagina?
Possiamo sentirci 15 minuti al telefono, gratis. Mi racconti la tua storia, ti dico cosa ne penso e decidiamo insieme se ha senso fare il percorso.
